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Microbiota · 12 Marzo 2024

Microbiota e infiammazione silente: la connessione nascosta

Come l'equilibrio dei batteri intestinali influenza lo stato infiammatorio dell'intero organismo e cosa possiamo fare a tavola.

Microbiota e infiammazione silente: la connessione nascosta

Il microbiota intestinale — l'insieme dei trilioni di batteri che popolano il nostro intestino — è oggi riconosciuto come uno dei principali regolatori dello stato infiammatorio dell'organismo. Non parliamo di infiammazione acuta, quella che segue un trauma o un'infezione, ma di infiammazione silente, cronica, di basso grado.

Questa infiammazione silente è oggi implicata in patologie cardiovascolari, metaboliche, autoimmuni e persino in disturbi dell'umore. Il fatto interessante è che i batteri intestinali, attraverso la fermentazione delle fibre alimentari, producono molecole (in particolare gli acidi grassi a catena corta come il butirrato) che modulano attivamente questa risposta infiammatoria.

Cosa possiamo fare a tavola? Il primo passo è aumentare la diversità delle fibre: non basta mangiare 'più verdure', servono fibre diverse da fonti diverse — legumi, cereali integrali, ortaggi di stagione, frutta, semi. Ogni tipo di fibra nutre ceppi batterici diversi. La monotonia alimentare impoverisce il microbiota.

Il secondo passo è ridurre gli alimenti ultra-processati, emulsionanti e zuccheri raffinati, che sono documentati come promotori di disbiosi. Il terzo, spesso trascurato, è la gestione dello stress e della qualità del sonno: l'asse intestino-cervello è bidirezionale.

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